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Dal ponte si respira proprio quel mondo perduto di tanti anni fa. Tutta Praga sembra persa nel tempo
e rimasta, in molte parti del centro ai nostri primi anni del novecento, ma il ponte Carlo, ne è
davvero il simbolo. n tutta la sua lunghezza, quasi cinquecento metri, si possono vedere tutti i
palazzi delle due sponde della Moldava, il fiume che sormonta, godersi una vista unica del palazzo
reale e dei due quartieri che unisce, da una parte il centro Stare Mesto con via Karlova e dall’altra
la Mala Strana via Nerudova (in onore allo scrittore Neruda). La bellezza del ponte oltre alla visuale
che riserva a chi lo attraversa, e tutta nel suo continuo susseguirsi di statue nere, opache ma molto
suggestive, non sono certo di marmo, la zona scarseggia di questa pietra, ma rendono l’ambientazione
unica e indimenticabile.
Prima del Ponte Carlo ne esisteva un altro chiamato Ponte di Giuditta costruito nel 1157 e crollato
nel 1342 a causa di una piena del fiume.
Carlo IV viene incoronato nel 1355 Imperatore del Sacro Romano Impero e decise di far erigere un
altro ponte per imitare la Roma dei grandi Cesari che avevano un percorso di incoronazione sul Tevere.
Il ponte fu iniziato nel 1357 e a quei tempi si credeva moltissimo all'astrologia. Per gettare la
prima pietra fu calcolata una data propizia dal punto di vista astrologico disegnando una piramide
formata dai numeri della data, tutti dispari a scalare di due: 135797531. Su un lato si trova l'anno
1 3 5 7, in cima il giorno 9 e sull'altro lato il mese 7 l'ora e i minuti 5 3 1.
La prima pietra fu gettata il 9 Luglio alle 5.31 della mattina. Questo ha portato fortuna al ponte
che non è mai crollato completamente. Crollarono solo due arcate l'ultima volta nella seconda metà
del 1800. Carlo IV aveva chiesto ad ogni villaggio del regno di inviare un carro di uova il quale
albume sarebbe servito a tenere la malta più saldamente. Questa non è una leggenda. Ci sono prove
dell'utilizzo delle uova anche per la Cattedrale di San Vito. La leggenda dice invece che un villaggio
di ingenui aveva mandato un carro di uova sode...
L'architetto è Petr Parler, lo stesso che ha costruito la Cattedrale di San Vito. Il ponte ha quindi
un origine gotica, medievale ma le statue che lo caratterizzano sono più recenti. Sono state posizionate a partire dal 1600 per volere dei Gesuiti che avevano due conventi alle due estremità del ponte e volevano quindi creare un corridoio spirituale di congiunzione. L'ispirazione viene dal Ponte Sant'Angelo di Roma. I santi rappresentati sono tutti quelli conosciuti a parte alcuni che sono i patroni nazionali. Le statue sono così nere a causa dell'inquinamento di Praga; sono in pietra arenaria e il nero è così in profondità che non si può più pulire ed è per questo che si stanno sostituendo con copie che sono quelle più chiare.
All'inizio del 1900 sul ponte ci passava una linea di tram e negli anni '50 perfino le automobili.
La statua di San Giovanni Nepomuceno
C'è una statua che tutti toccano sul Ponte Carlo. La statua rappresenta San Giovanni Nepomuceno che
era il prete di corte di Venceslao IV. Fu fatto uccidere su richiesta del re; si dice perché si fosse
rifiutato di riferire al re le confessioni della regina ma in realtà stava portando a Praga un
Vescovo scomodo all'imperatore.
Circa verso la metà del ponte in direzione della Città Vecchia sul parapetto sinistro del
ponte si trova una croce con cinque stelle, un basso rilievo luccicante in oro, l’unico su tutto il ponte,
è d’obbligo passare a toccarlo per avere fortuna nei futuri dieci anni di vita. Questo è il punto
esatto dove San Giovanni Nepomuceno fu gettato nel fiume e si
dice che quando toccò l'acqua apparvero le stelle. Qui si deve toccare con la mano sinistra la croce
e le stelle insieme e si può esprimere un desiderio sulla propria persona che si dice si possa
avverare. Se riuscite e non c’è
tanta fila davanti fatevi pure fotografare con lo sfondo del castello.
Classico del ponte poi sono i pittori e qualche altro artista che si possono
incontrare, tutto nella miglior tradizione della Praga antica. Non rinunciate a un così bel viaggio.

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